5/8/14
21/8/13
OPINIONI E MUTANDE
Ho scritto per Danemblog un'opinione sul comprarsi le mutande, sull'essere mammone, sullo smammarsi da casa, su varie pippe mentali che la gente si fa.
Insomma consiglio di leggerlo integralamente.
La faccenda è originalmente estiva e ed esce dalle chiacchiere sotto ombrellone inutili e fini a se stesse.
Meritia davvero.
http://www.danemblog.com/2013/08/non-di-soli-slip-bianchi-e-fatto-luomo.html?spref=tw
Buone vacanze.
Insomma consiglio di leggerlo integralamente.
La faccenda è originalmente estiva e ed esce dalle chiacchiere sotto ombrellone inutili e fini a se stesse.
Meritia davvero.
http://www.danemblog.com/2013/08/non-di-soli-slip-bianchi-e-fatto-luomo.html?spref=tw
Buone vacanze.
13/5/13
TENGO HAMBRE al ATIC22 – Mayo 2013 (aperitivo clandestino)
| |||
| La libertad es un pedazo de queso. Tenemos
deseos y gustos: queremos ser felices. Queremos huir de prohibiciones y
acabamos siendo anti-héroes. Todos somos Pulcinella. ¿Comer o no comer?
Este es el drama que se disuelve bajo nuestra poderosa arma: la risa.
ÀTIC22 PRESENTA
TENGO HAMBRE
Dramatúrgia: Roberto Costantinidirecció de Camille Payet Intèrpret: Daniele Ridolfi. Disseny de l’il·luminació: Jaime Maffei. Vestuari: Dalida Ferracci. Producció: Pulcinellarum Més info de TENGO HAMBRE Una tragicómedia para los estomagos más exigentes y para los esectadores con ganas de vivir una experencia, un juego y un secreto!
MENU
Quesos tradicionales: Grana Padano- Igp 12 meses-; Pecorino Fiore sardo con aceite de oliva ; Scamorza Ahumada.
Una selección de embutidos italianos: mortadella con pistacho, salami milanés y salami napolitano picante.
Conservas como tomates secos tradicionales y alcachofas sicilianas en aceite.
Pan: Pane cafone artesanal hecho al horno de leña.
Vinos: Chianti Docg Toscana – Catalanesca Bianco Campano.
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| Dates: 16, 17, 18, 22, 23 i 24 de Mayo
Dijous, divendres i dissabtes a les 20:30
durada: 65 minuts Idioma: Castellà Col·laboració: 15€ (8€ de col·laboració i 7€ pel sopar) Aforament: 30 localitats Reserva les teves entrades: http://doodle.com/ |
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| Àtic22
carrer de les flors 22, àtic – 08001 Barcelona | telèfon 93 441 70 22 atic22@tantarantana.com facebook: atic.teatretantarantana twitter: @Atic22 |
|||
twitter: @Pulcinellarum
http://pulcinellarum.wix.com/pulcinellarum
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5/3/13
Memoria
Dove ho messo la mia penna?C'è la cronicità, cosí comica del non ricordarsi mai nulla...
giovane e sfuggevole, immediata, va e vieni....
e poi sei anziana e sei cosí tenera, ma anche rabbiosa, o rassegnata o semplicemente svergogna.
La memoria di un momento.
Sfuma, si perde, brucia.
Crea insicurezza, dubbio
ed inizia il viaggio millimetrico per ritrovare la fonte: l'origine.
Tutti torniamo indietro, tutti vogliamo riallacciare il nostro passato con il presente...
Perché?
Lasciare qualcosa per ritrovarlo più tardi. Dopo. Non sappiamo se sarà ancora lí.
1 2 3 ... ti giri e non ricordi più nulla.
Ti ricordi solo che dovresti ricordare qualcosa.
Torni indietro indietro, rapido ed interminabile allo stesso tempo.
Ravvolgi e play again.
Il corpo ricorda, la memoria arriva al cervello dalle mani, dal corpo, finalmente agganci qualcosa eti fai trascinare fino a ritrovare te stesso. Ancora.
Dov'eri?
Eri lí, al tuo, ma non sapevi di esserci. Ti allontani e perdi la memoria. Ancora.
Perdere e ritrovare.
Ancora.
7/1/13
Dreams-Sueños-Sogni-Rêves
Ho un sogno. Piú che un sogno è una visione. Sono anni che questa immagine ronza nella testa.
C'è un grande edificio di mattoni rossi, una grande portone e un cortile interno.intorno ci sono sale per le prove, grandi uffici e le persone dentro parlano tutte le lingue del mondo.
Una babele teatrale.
Ecco il mio sogno.
Una compagnia di teatro internazionale.
Per lungo tempo mi sono chiesto se debba trovarla o formarla. Per lungo tempi, ancora adesso, mi chiedo se la soluzione è creare dall'inizio o entrare a far parte di una una.
Cosa importa, mi dico ora. Quello che importa è che esista.
HO DECISO DI RIUNIRE PERSONE E CREARE UN LINGUAGGIO UNIVERSALE.
VISUALE, SONORO, SENSORIALE...un gruppo creativo che rappresenti il progresso. Un gruppo che mostri quali sono le nuove frontiere e le dogane culturali. Che abbatta o scivoli o filtri attraverso ogni barriera con coraggio. La libertà delle azioni, dei gesti e dei testi. La possibilità dello spazio teatrale e non convenzionale.
Raccontare e lasciar immaginare. Denunciare ed ascoltare.
Un gruppo dinamico e che in fin dei comti fatto da persone che condividono un pezzo di strada insieme.
È innevato il monte, pieno di bianco:salire e lasciare il segno. Colorarlo senza sporcarlo. Essere presenti, arrivare alla cima con la unica pretesa di conquistare l'amore per noi stessi, il nostro lavoro e il nostro pubblico.
Scendere e dire GRAZIE!
C'è un grande edificio di mattoni rossi, una grande portone e un cortile interno.intorno ci sono sale per le prove, grandi uffici e le persone dentro parlano tutte le lingue del mondo.
Una babele teatrale.
Ecco il mio sogno.
Una compagnia di teatro internazionale.
Per lungo tempo mi sono chiesto se debba trovarla o formarla. Per lungo tempi, ancora adesso, mi chiedo se la soluzione è creare dall'inizio o entrare a far parte di una una.
Cosa importa, mi dico ora. Quello che importa è che esista.
HO DECISO DI RIUNIRE PERSONE E CREARE UN LINGUAGGIO UNIVERSALE.
VISUALE, SONORO, SENSORIALE...un gruppo creativo che rappresenti il progresso. Un gruppo che mostri quali sono le nuove frontiere e le dogane culturali. Che abbatta o scivoli o filtri attraverso ogni barriera con coraggio. La libertà delle azioni, dei gesti e dei testi. La possibilità dello spazio teatrale e non convenzionale.
Raccontare e lasciar immaginare. Denunciare ed ascoltare.
Un gruppo dinamico e che in fin dei comti fatto da persone che condividono un pezzo di strada insieme.
È innevato il monte, pieno di bianco:salire e lasciare il segno. Colorarlo senza sporcarlo. Essere presenti, arrivare alla cima con la unica pretesa di conquistare l'amore per noi stessi, il nostro lavoro e il nostro pubblico.
Scendere e dire GRAZIE!
27/9/12
ALPHA il libro illustrato!
![]() |
| RECENSIONE ALPHA |
Voglio promozionare un libro scritto da me e illustrato dalla bravissima Mariateresa Stella
(http://ilgattoelastella.blogspot.com.es/ ).
Ma lo voglio fare da un punto di vista storico.
Credo che certi lettori siano curiosi. Lettori amici, che non ci conoscono del tutto.
Ho appena scoperto l'emozione del "non è più tuo". Avevamo tenuto questo libro chiuso in un cassetto, diciamolo.
ALPHA è edito in forma digitale (E-book) e lo potete Vtrovare a questo indirizzo a un prezzo lancio:
http://www.lulu.com/shop/daniele-ridolfi-and-mariateresa-stella/alpha/ebook/product-20408053.html
La storia è interessantissima e credo che un post non basti per ricreare la magia che c'è intorno questa produzione.
Tutto ebbe inizio con Pulcinella come al solito, un articolo di un blog dove pubblicizzavo il mio spettacolo. Vari I-like dall'onnipresente facebook mi fece fare nuovi amici. Tra questi c'era Mariateresa. Incuriosito dalle immagini andai a cercare nel suo blog, e trovai uno stile. Era, ed è a mio avviso, il mio stile. Ovvero: se io sapessi davvero disegnare, pitturare, e quant'altro relativo all'arte visuale vorrei poterlo fare come lei. Con quello stile. Todo encajaba, come si dice quí.
![]() |
| GUARDA ANTEPRIMA "ALPHA" |
Non tutte le mie idee sono scritte. Si da il caso che quella idea era arrivata una notte, mentre chattavo con varie persone allo stesso tempo. Era un periodo di solitudine e chattare allo stesso tempo era la moda del momento, o forse la moda di disgraziati del web che siamo, eravamo, saremo...chissà.
L'idea si concretizzò con uno scambio di battute malinconiche con Valentina, una amica che ha ispirato già un'altro bellissimo lavoro in passato.
C'è da aggiungere che ero agli inizi di una storia amorosa. C'è da aggiungere che erano mesi che scrivevo cose noiose. Era tempo che ero stufo di scrivere che non potevo mangiare niente di saporito.
Non lo sapevo ma con Melly avevamo più cose incomune di quanto non sapessimo e non sapremmo mai.
Cosí una giornata primaverile e poiovosa del 2011 ci vedemmo in un bar orribile del centro. Quei bar tipici spagnoli gestiti da cinesi. Ossimori concreti. Fritto di sempre.
Tutto era troppo strano, in primo luogo perché a Barcellona non piove mai. Piove pochissimo. (Mi dispiace per Fabio che venne a trovarmi in quel periodo). Giuro che piove davvero poco. Poi quei bar erano poco preferiti da entrambi: ma faceva folklore...forse facevamo finta di essere turisti.
Ad ogni modo, ci sedemmo davanti a 2 infusioni e ci raccontammo. Lei già disegnava. Quando dico lei già disegnava mi riferisco al fatto che non appena ci fossimo seduti tirò fuori qualcosa e cominciò a disegnare.
Un libricino, una moleskine, non ricordo. Ma aveva un tratto perfetto. Cosí mi sembrò. Allora io tiro fuori i miei appunti. Era come se sul quaderno fosse esplosa una bomba e avesse fatto effetto solo sull'inchiostro. Mi sentivo disorganizzato. Peggio: confuso. Avevo le idee sottosopra. Però erano buone e cosí le raccontai.
La cosa bella di Melly (Mariateresa) fu che non sembrava affatto preoccupata che io non sapessi bene la mia storia. Di fatto ne godeva. Preferiva il fatto che io non l'avessi né finita, né unita in più parti.
Mi tranquillizzai. Lei disegnava e quindi io vedevo in concreto quello era nella mia testa. Oddio, non completamente, però ripeto, uno ha le idee confuse e quando vede certe cose è come se quelle idee gli appartenessero già. Era fare chiarezza, mettere a fuoco.
Per esempio avevo in mente il missile di "tin tin" che in quel periodo impazzava per le strade, nelle librerie, nei cinema, nei negozi di giocattoli e non ne parliamo in internet. Volevo quel missile, ma non proprio quello: uno mio. Volevo un missile finto, ma non di plastica e legno. Ne volevo uno blu. Non lo sapevo quello che volevo finché non l'ho visto, più volte.
Credo che tutti noi funzioniamo un po' cosí. Il consumismo se ne approfitta un sacco di questa cosa. Ho studiato pubblicità e spesso veniva fuori il dibattito: creare nuovi bisogni o soddisfare quelli esistenti?
Sono passati anni e credo di avere una nuova frase da aggiungere al dibattito: la gente crede di non sapere ciò che vuole finché non lo vede, più volte. Sono convinto che tutti saprebbero ciò che più desiderano se dedicassimo del tempo ad ascoltarci (a non agire d'impulso, a non pensare ossessivamente al prezzo ma all'uso, meditarlo un po') a visualizzare, immaginare, fantasticare. Sono sicuro faremmo buoni acquisti e si venderebbe meno merda nel mercato.
Un po' come il mio missile. Un po' la pubblicità serve, è vero, un po' però le cose le voglio a modo mio, sicuramente, e un po' a modo di qualcun'altro, la creatività di Melly per esempio. Non conformarsi è un lavoro lento, che punta al dettaglio, all'artigianato, non al grande magazzino. Occorre accettarsi e accettare (ed dal mio pulpito non usciranno parole maestre), per esempio che il missile di "tin tin" è davvero figo, pubblicità o no e che quello disegnato da Melly è sicuramente perfetto in ogni dettaglio (adoro le trasparenze, i compartimenti e la stiva).
Insomma sucesse che io vidi dopo alcune settimane i bozzetti. Meravigliosi. Sí, davo delle correzioni, ma erano ispirazioni verso una armoia generale. E dai disegni mi sono ispirato per terminare le parti mancanti della storia. E soprattutto per toglierne alcune. Le immagini parlano da sole.
Ripetere due volte i concetti non solo è noioso e descrittivo, ma è spreco di carta. Cosí ancora pensiamo: in concetti pratici.
Difatti dopo altre due sessioni lo finimmo. Trovammo il titolo. Sono una frana con nomi e titoli. Sono troppo fantasioso e barocco con i nomi e certe cose invece vorrei che fossero leggere: acqua e sapone, il trucco c'è ma non si vede.
Alpha era un buon nome, nonostante ciò, era qualcosa nato alla fine, qualcosa che ancora non ci apparteneva.
Chissà se ci apparterrà mai.
Stampammo 20 copie in copisteria, con rilegatura. Perfette, belllissime, costosissime, convinti che ci sarebbe stata ressa tra le editoriali italiane. Invio eccetera eccetera e poi l'attesa.
Nell'attesa massacrante abbiamo prodotto una cosa fenomenale. Un libro illustrato. Sarà la prossima uscita. Per il momento non possiamo dire nulla.
ALPHA lo vogliamo stampare, per bene. Con una editoriale che ci permetta un minimo controllo sulla qualità della stampa e dei colori. Cosí, da apripista questo libro arriva sotto i vostri occhi. Pionieri di un libro e di una mentalità nuova: solidali, forti e uniti.
Per il momento godetevelo sul vostro computer o tablet.
Siate liberi!
Daniele
22/6/12
ESTATE - VERANO - SPRING
- Italiano- Buona ESTATE a tutti!
Sì, è la mia stagione preferita: il calore del sole, l'acqua del mare o di un fiume, la terra calda a volte spiaggia, l'aria fresca della sera.
Adoro l'estate perché si suda, lo so sono strano, ma credo sia una cosa molto bella.
Il sudore è lavoro, per me e noi, del teatro fisico è una condizione naturale. Sudare fa sentire bene: senza dubbio le cose più belle della vita fanno sudare...di piacere ovvio.
E poi l'estate mediterranea piena di oro del grano, i coloriti frutti degli alberi...la natura in tutto il suo splendore.
Per questo vi auguro una felice estate, piena di creatività, di intuizioni, di ispirazione e prosperità.
Continuerò lavorando e sarà per me uno dei momenti più creativi di sempre: al doppiaggio (con il film di Woody Allen), con LaboratoriumTeatroBcn e dei progetti in partenza, con Gabriella Maffei all'"Aquarella music-hall" preparando il nuovo show musicale, Pulcinella che tanto amo e tanto ci diverte, e poi progetti di cinema e formazione a tutta birra.
E qualche bella vacanza!
Grazie a tutti e un buon lavoro estivo e buone vacanze!
DANIELE
Questo è il mio primo post poliglotta, abbiate pazienza per gli errori ortografici!
-Castellano-
Feliz verano a todos!
Sí, es mi estación favorita: el calor del sol, el agua del mar o de un río, la tierra caliente a veces playa, el aire fresco del atardecer.
Me encanta el verano porque se suda, yo sé que soy raro, pero creo que es una cosa hermosa.
El sudor es trabajo, para mí y para nosotros del teatro físico es una condición natural. La sudoración te hace sentir bien, sin duda, las cosas más hermosas de la vida te hacen sudar ... un placer evidente.
Y luego el verano mediterraneo lleno del trigo dorado, las coloridas frutas de los árboles ... la naturaleza en todo su esplendor.
Por esto os deseo un feliz verano, lleno de creatividad, de intuición, de inspiración y prosperidad.
Voy a seguir trabajando y será para mí una de las epocas màs creativas de siempre: el doblaje (con la peli de Woody Allen), con LaboratoriumTeatroBcn y nuestros proyectos, con Gabriela Maffei en '"Aquarella Music-hall" por la preparación del nuevo show, Pulcinella y su monologo, que me encanta tanto y tanto nos divierte, y más tarde los proyectos de cine y de formación a toda leche.
Y porfin algunas buenas vacaciones!
Gracias a todos!Os deseo un buen trabajo de verano bien y felices fiestas!
DANIELE
Este es mi primer post multilingüe, teneis paciencia conmigo por los errores de ortografía!
-English-
Happy Summer to all!
Yes, it's my favorite season: the warmth of the sun, the water of the sea or a river, sometimes the earth warm beach, the cool evening air.
I love the summer because you sweat, I know I'm weird, but I think it's a beautiful thing.
Sweat is work, for me and us from the physical theater is a natural condition. Sweating makes you feel good, no doubt the most beautiful things in life make you sweat ... obvious pleasure.
And then the mediterranean summer full of golden wheat, the colorful fruits of the trees ... nature in all its splendor.
For this I wish you a happy summer, full of creativity, intuition, inspiration and prosperity.
I will continue working, will be for me one of the most creative ever: dubbing (with Woody Allen movie), with LaboratoriumTeatroBcn and projects at the start, with Gabriella Maffei at '"Aquarella music-hall" preparing the new music show , Pulcinella monologue, which I love so much and so much fun there, and later cinema projects and training at full speed.
And some nice holiday!
Thanks to all! have a good summer job and happy holidays!
DANIELE
This is my first post multilingual, bear with me for spelling errors!
26/4/12
ADELANTE BIENESTAR!
Bienestar. Esto es lo que quiero comunicar.
Lo quiero trasmitir a cuantas más personas posible. Tener un espectáculo quiere decir comprometerse con el mundo, con todo el mundo que potencialmente puede verlo. Es mi forma de traer mi gota de agua al mar.
Comparto con el publico el echo que estamos vivos y estamos bien, somos afortunados y tengo placer en juntarme con las personas.
Quiero hacerlos reír, sonreír, emocionar de alguna forma. Quiero conectar con ellos para saber si lo que siento es lo mismo o no.
Porqué quiero hacerlo? Porqué trasmitir bienestar?
Porqué no?
Porqué creo que son los actores que se ocupan en este mundo de crear visiones, de inspirar las personas. Soy actor y creativo.
Creo y confío que en este momento tenemos necesidad de estar bien.
No tan solo reír, esto lo puede solucionar cada uno de nosotros, riendonos delante de un espejo o con la tele, youtube, con un libro etc.
Veo que la personas se lo pasan bien juntas. Quiero juntar personas delante de una historia fuera de lo normal porqué es así que se crea bienestar.
Cuanto más consigo este objetivo, mejor me siento.
Mejor como? Soy feliz.
Así de simple, estoy abierto a las novedades, me enfrento mejor delante lo desconocido.
Mis miedos se hacen más y más pequeños.
Estoy solo en la escena pero la paradoja es que estoy más conectado con todos.
Nos sentimos, yo y quien asiste a mis funciones más solidarios.
Me siento solidal y es así que me quiero sentir.
Compartir no es difícil si sabes lo que puedes dar.
paint: @paolarigiroli
Lo quiero trasmitir a cuantas más personas posible. Tener un espectáculo quiere decir comprometerse con el mundo, con todo el mundo que potencialmente puede verlo. Es mi forma de traer mi gota de agua al mar.
Comparto con el publico el echo que estamos vivos y estamos bien, somos afortunados y tengo placer en juntarme con las personas.
Quiero hacerlos reír, sonreír, emocionar de alguna forma. Quiero conectar con ellos para saber si lo que siento es lo mismo o no.
Porqué quiero hacerlo? Porqué trasmitir bienestar?
Porqué no?
Porqué creo que son los actores que se ocupan en este mundo de crear visiones, de inspirar las personas. Soy actor y creativo.
Creo y confío que en este momento tenemos necesidad de estar bien.
No tan solo reír, esto lo puede solucionar cada uno de nosotros, riendonos delante de un espejo o con la tele, youtube, con un libro etc.
Veo que la personas se lo pasan bien juntas. Quiero juntar personas delante de una historia fuera de lo normal porqué es así que se crea bienestar.
Cuanto más consigo este objetivo, mejor me siento.
Mejor como? Soy feliz.
Así de simple, estoy abierto a las novedades, me enfrento mejor delante lo desconocido.
Mis miedos se hacen más y más pequeños.
Estoy solo en la escena pero la paradoja es que estoy más conectado con todos.
Nos sentimos, yo y quien asiste a mis funciones más solidarios.
Me siento solidal y es así que me quiero sentir.
Compartir no es difícil si sabes lo que puedes dar.
@danieleridolfi
paint: @paolarigiroli
19/4/12
DISCORSO DI UN PAGLIACCIO AL PRESIDENTE
DISCORSO DI UN PAGLIACCIO AL PRESIDENTE
La disoccupazione! Come ti risolvo la crisi.
Te li preparo io, i lavoratori del domani. Ora li vedi così, lamentosi depressi. Fiori dentifrici e sorrisi falsi. Te li trasformo in personaggi reali nel mondo vero.
Gli facciamo un corso di teatro.
Apprenderemmo tutti che il teatro è un¡altra cosa ma nella vita reale si possono perseguire principi, valori e atteggiamenti tutti i giorni.
Il teatro non solo prende spunto dalla realtà ma la cambia pure. Le persone non recitano "una parte" ma vivono. Sii costruiranno il ruolo come la vogliono loro. È facile essere come si vuole.
Si può anche cambiare il copione della vita. Del lavoro. Del tempo. La salute. L'amore. I soldi ed altro.
Insomma te li formiamo noi.
Dimmi solo come li vuoi e te li facciamo. Precisi. Primo anno tre milioni.
Cominciamo dai magri e poi via. Oppure gli alti e i bassi. Fanno coppia fissa.
Secondo anno due milioni. Poi è contagiosa la cosa. È come la risata. Va da sola. Il sistema si cura da solo, si mantiene stabile.
Finisce la disoccupazione. Finisce il mondo.
Tu dimmi di che tipo li vuoi. Basta fargli una intervista facile, anche dall'ufficio collocamento dello stato. Ci sono. Ci sono tutti.
Presidente dica di sí. Per noi sarebbe un piacere, noi lo facciamo per mestiere.
C'abbiamo credenziali serie, nel tempo, negli anni. È vero abbiamo anche esempi negativi, politici buffoni, ma questo perché il teatro era troppo povero in quel tempo.
Adesso lei ci mette in condizione di lavorare e ci lascia lavorare.
D'altronde lei come fa a lavorare in quelle condizioni? Con pagliacci che non sanno di esserlo.
Ci adoperiamo noi se vuole. È un extra. Lo regaliamo.
In tre mesi tutto il parlamento ed il senato un mese e mezzo. Tutti clown diplomati. Nasi Rossi.
Lei solo ci deve dare l'ok.
Sempre che non licenzi le camere, a quel punto si fa prima. Se lei li manda via tutti ci fa pure un favore perché nel nostro progetto c`è anche quello delle campagne elettorali.
Stage di teatro di strada gratis, circo, feste di paese
E celebrativo e commemorativo del nuovo sistema utopico… arriverà il Cinema!
In 5 anni tutto risolto.
Esportiamo il modello anche all'estero. Ci facciamo riconoscere. Diamo una nuova immagine dell'Italia.
Tutti gli italiani sono pagliacci e lo fanno benissimo.
(Daniele Ridolfi)
La disoccupazione! Come ti risolvo la crisi.
Te li preparo io, i lavoratori del domani. Ora li vedi così, lamentosi depressi. Fiori dentifrici e sorrisi falsi. Te li trasformo in personaggi reali nel mondo vero.
Gli facciamo un corso di teatro.
Apprenderemmo tutti che il teatro è un¡altra cosa ma nella vita reale si possono perseguire principi, valori e atteggiamenti tutti i giorni.
Il teatro non solo prende spunto dalla realtà ma la cambia pure. Le persone non recitano "una parte" ma vivono. Sii costruiranno il ruolo come la vogliono loro. È facile essere come si vuole.
Si può anche cambiare il copione della vita. Del lavoro. Del tempo. La salute. L'amore. I soldi ed altro.
Insomma te li formiamo noi.
Dimmi solo come li vuoi e te li facciamo. Precisi. Primo anno tre milioni.
Cominciamo dai magri e poi via. Oppure gli alti e i bassi. Fanno coppia fissa.
Secondo anno due milioni. Poi è contagiosa la cosa. È come la risata. Va da sola. Il sistema si cura da solo, si mantiene stabile.
Finisce la disoccupazione. Finisce il mondo.
Tu dimmi di che tipo li vuoi. Basta fargli una intervista facile, anche dall'ufficio collocamento dello stato. Ci sono. Ci sono tutti.
Presidente dica di sí. Per noi sarebbe un piacere, noi lo facciamo per mestiere.
C'abbiamo credenziali serie, nel tempo, negli anni. È vero abbiamo anche esempi negativi, politici buffoni, ma questo perché il teatro era troppo povero in quel tempo.
Adesso lei ci mette in condizione di lavorare e ci lascia lavorare.
D'altronde lei come fa a lavorare in quelle condizioni? Con pagliacci che non sanno di esserlo.
Ci adoperiamo noi se vuole. È un extra. Lo regaliamo.
In tre mesi tutto il parlamento ed il senato un mese e mezzo. Tutti clown diplomati. Nasi Rossi.
Lei solo ci deve dare l'ok.
Sempre che non licenzi le camere, a quel punto si fa prima. Se lei li manda via tutti ci fa pure un favore perché nel nostro progetto c`è anche quello delle campagne elettorali.
Stage di teatro di strada gratis, circo, feste di paese
E celebrativo e commemorativo del nuovo sistema utopico… arriverà il Cinema!
In 5 anni tutto risolto.
Esportiamo il modello anche all'estero. Ci facciamo riconoscere. Diamo una nuova immagine dell'Italia.
Tutti gli italiani sono pagliacci e lo fanno benissimo.
(Daniele Ridolfi)
11/4/12
HABLA EL SILENCIO
Mi intención es de escribir un post corto, simple y para todos. Digo esto porqué voy a unir dos mundos el teatro entrenando a la empresa.
Soy actor, creativo, entrenador, ademas de ser por el otro lado de la medalla, espectador, usuario de creatividad y entrenado. Como todos somos el todo y la nada, el blanco y el negro, lo bueno y lo malo.
En las empresas mi rol sigue siendo a doble cara: estimulo y empujo o tan solo inspiro el arte oratoria y por otro lado freno, o sea, predico el arte de estar callados.
El "arte de callar" (titulo del libro), no es mi invención, sino la del Abate Dinouart. En el siglo XVIII el eclesiasta fue un coach de oratoria a su manera, sobretodo porqué tenía pasión por hablar y escribir a las grandes masas. Tanto que cayó en su misma teoría: habló de sexo y fue excomulgado. Talvez fue su elección.
Este ejemplo solo me sirve como gancho por el princípio de las sesiones de entrenamiento de "presentaciones eficaces" que estoy preparando.
Porqué empezar desde el silencio? Porqué es más fácil y obvio.
Antes de un concierto de cámara o a la "Opera" hay que poner el atención en los segundos previos al espectáculo: la orchestra se afina y calla.
Necesitamos esta sensación. El silencio universal es imposible de acuerdo, pero nuestro silencio es importante para cargar lo que va a venir después.
Hay que imaginar este momento como un muelle que vamos cargando.
La medida de nuestra charla define cuanto cargar el muelle. Cuanto y cuando estar callados.
Además el silencio llama al silencio. Si ponemos atención a este silencio (y invito al lector en practicarlo ahora mismo), nos daremos cuenta que también el cuerpo está callado. Percibimos una limpieza de movimientos, muy natural. Ahora tenemos espacio para mirar, con nuestros ojos a quien le tenemos que decir algo. Este gesto abre la comunicación. Hablamos.
Imaginemos de comunicar una noticia muy grave. Este ejercicio nos mueve un motor interno que empieza con el silencio, pasa por la mirada con el interlocutor y termina con la palabra.
Si alguien se ha olvidado de respirar es porqué aun le falta practica.
Omito toda clase de opinión acerca de lo que podemos o no podemos decir, no soy yo, ni otra figura profesional que puede juzgar los contenidos de una charla.
Cada orador sabe lo que va a decir, sabe su argumento, sabe defenderlo y enlazarlo. El importante también es aprender a callarlo.
Aunque parezca poco importante hay que hacer pausas. El arte de callar también se mueve brevemente en el medio de muchas palabras. En el mundo de la empresa hay siempre una cierta urgencia en acabar el trabajo. Exponer como ametralladoras consigue confundir y extrañar a la audiencia. Per evitarlo tan solo tenemos que respirar de vez en cuando. Coger aire es una función vital que hacemos sin pensarlo. Así que si encontramos fluidez entre hablar y respirar también encontramos una gestualidad correcta.
Callar y hablar por el mismo motivo: opiniones (otro argumento).
Termino en silencio y dejo meditar.
El silencio es de oro!
Tenemos que dejar de callar solo cuando tengamos algo más valioso que el silencio.
(abate Dinouart)
Soy actor, creativo, entrenador, ademas de ser por el otro lado de la medalla, espectador, usuario de creatividad y entrenado. Como todos somos el todo y la nada, el blanco y el negro, lo bueno y lo malo.
En las empresas mi rol sigue siendo a doble cara: estimulo y empujo o tan solo inspiro el arte oratoria y por otro lado freno, o sea, predico el arte de estar callados.
El "arte de callar" (titulo del libro), no es mi invención, sino la del Abate Dinouart. En el siglo XVIII el eclesiasta fue un coach de oratoria a su manera, sobretodo porqué tenía pasión por hablar y escribir a las grandes masas. Tanto que cayó en su misma teoría: habló de sexo y fue excomulgado. Talvez fue su elección.
Este ejemplo solo me sirve como gancho por el princípio de las sesiones de entrenamiento de "presentaciones eficaces" que estoy preparando.
Porqué empezar desde el silencio? Porqué es más fácil y obvio.
Antes de un concierto de cámara o a la "Opera" hay que poner el atención en los segundos previos al espectáculo: la orchestra se afina y calla.
Necesitamos esta sensación. El silencio universal es imposible de acuerdo, pero nuestro silencio es importante para cargar lo que va a venir después.
Hay que imaginar este momento como un muelle que vamos cargando.
La medida de nuestra charla define cuanto cargar el muelle. Cuanto y cuando estar callados.
Además el silencio llama al silencio. Si ponemos atención a este silencio (y invito al lector en practicarlo ahora mismo), nos daremos cuenta que también el cuerpo está callado. Percibimos una limpieza de movimientos, muy natural. Ahora tenemos espacio para mirar, con nuestros ojos a quien le tenemos que decir algo. Este gesto abre la comunicación. Hablamos.
Imaginemos de comunicar una noticia muy grave. Este ejercicio nos mueve un motor interno que empieza con el silencio, pasa por la mirada con el interlocutor y termina con la palabra.
Si alguien se ha olvidado de respirar es porqué aun le falta practica.
Omito toda clase de opinión acerca de lo que podemos o no podemos decir, no soy yo, ni otra figura profesional que puede juzgar los contenidos de una charla.
Cada orador sabe lo que va a decir, sabe su argumento, sabe defenderlo y enlazarlo. El importante también es aprender a callarlo.
Aunque parezca poco importante hay que hacer pausas. El arte de callar también se mueve brevemente en el medio de muchas palabras. En el mundo de la empresa hay siempre una cierta urgencia en acabar el trabajo. Exponer como ametralladoras consigue confundir y extrañar a la audiencia. Per evitarlo tan solo tenemos que respirar de vez en cuando. Coger aire es una función vital que hacemos sin pensarlo. Así que si encontramos fluidez entre hablar y respirar también encontramos una gestualidad correcta.
Callar y hablar por el mismo motivo: opiniones (otro argumento).
Termino en silencio y dejo meditar.
El silencio es de oro!
Tenemos que dejar de callar solo cuando tengamos algo más valioso que el silencio.
(abate Dinouart)
2/4/12
Go on and still "made in yourself"!
I take from... I give you... Is it a robbery to the past or a loan from creativity?
foto: Alberto Segui Ortiz
foto: Alberto Segui Ortiz
www.DANIELERIDOLFI.COM
26/3/12
Pulcinella...che personaggio!
Quando lo conobbí, Pulcinella era tonto. Era peró respallato da un nome autorevole nel suo mondo; il mondo delle maschere. Insomma, godeva di una fama comica, basata su una serie di gags o lazzi comici piuttosto classici: dal furto alla bastonata passando per la fuga. Era piuttosto didascalico e non perdeva occasione di mostrarsi primitivo o emancipato.
Da subito m'incuriosì una caratteristica omnipresente: l'indolenza. Questo punto decisi che poteva tranquillamente essere la sua caratteristica principale. D'altronde una maschera è espressione di una faccia soltanto e si diverte a giocarci con altre espressioni.
In quell'epoca era anche polemico. Un polemico emancipato, ma pur sempre semplice e poco convinto. Parlava poco ma quando lo faceva vomitava reclamazioni a velocità esagerata e il corpo mulinava situazioni. Era antipatico ma faceva ridere. Era esagerato.
Poi sparí dalla circolazione e riapparve dopo un anno circa. Era più a suo agio, nonostante tutto osservava i suoi iterlocutori come a volerli derubare.
Poi si chiuse in se stesso e lo vidi poche volte. Qualcuno mi raccontò di lui. Cose vaghe. Io dicevo quello che sapevo di lui e cosí le scambiavo con le gesta di Pulcinella. Atti di poco eroismo ma parecchio avventurosi.
Lo incontrai a casa mia e ci confrontammo. Era sciolto e creativo, narrava e riviveva le proprie disgrazie aggiungendo o dimenticandosi particolari. Questo è tipico farlo. Oltre ad esssere indolente è un bugiardo cronico, capace di credere alle proprie parole. Decidemmo di vederci ogni giorno per tirarne fuori una rappresentazione.
Pulcinella è scatologico, spesso. Ad ogni modo lo dissimula piuttosto bene. A volte era poco propenso al lavoro, una indolenza atavica. Altre volte si lasciava guidare da certe immagini che gli venivano in testa. Con un po`di nervosismo si presentò al pubblico per qualche ora, in serate diverse. Fu ricevuto bene nonostante i posti dove appariva erano piccoli e poco conosciuti.
Per un periodo sparí io. Per lavoro. Fu un periodo buio e mostruoso, stancante e divertente allo stesso tempo. Pulcinella non lo andai a trovare, fu colpa mia. Ad ogni modo so che ogni tanto lui mi spiava. Intravedi dei cambiamenti sul suo volto. Di fatto un giorno mi apparve di vederlo passare dentro un negozio di maschere. Lo seguí ma no l'ho vidi uscire. Finito questo periodo me lo ritrovai in casa. Avevo appena traslocato e lui sembrava essere al corrente di tutto. S'installò a casa mia, vivendo in uno spazio parallelo non del tutto identico al mio. I nostri stili di vita non si assomigliano ma a volte coincidiamo. Abbiamo fatto comunella da poco proprio in occasione della vecchia rappresentazione.
La sera a volte ci ritroviamo a scrivere. A dire il vero io scrivo e lui mi fa compagnia gironzolando come un'anima in pena, fin troppo indaffarato a starsere tranquillo. Pulcinella non è tranquillo, per la storia della moglie che non lo lascia in pace. Poi si sfoga. Lo capisco e penso che mantenga quelle caratteristiche polemiche che a volte mi fanno riflettere sulla società. Per esempio afferma che nel mondo ci sono troppi prepotenti ma non sa dire nemmeno un nome diverso dal suo minuscolo cerchio di persone. A volte svaligia il frigorifero. Altre sale e scende le scale per niente. Da poco ho pure scoperto una sua ampia vocalità. L'intuizione che ce l'avesse era presente fin dall'inizio. Ora canta, a modo suo e a volte spacca i timpani. Che rompi palle!
Ma è un gran personaggio!
Da subito m'incuriosì una caratteristica omnipresente: l'indolenza. Questo punto decisi che poteva tranquillamente essere la sua caratteristica principale. D'altronde una maschera è espressione di una faccia soltanto e si diverte a giocarci con altre espressioni.
In quell'epoca era anche polemico. Un polemico emancipato, ma pur sempre semplice e poco convinto. Parlava poco ma quando lo faceva vomitava reclamazioni a velocità esagerata e il corpo mulinava situazioni. Era antipatico ma faceva ridere. Era esagerato.
Poi sparí dalla circolazione e riapparve dopo un anno circa. Era più a suo agio, nonostante tutto osservava i suoi iterlocutori come a volerli derubare.
Poi si chiuse in se stesso e lo vidi poche volte. Qualcuno mi raccontò di lui. Cose vaghe. Io dicevo quello che sapevo di lui e cosí le scambiavo con le gesta di Pulcinella. Atti di poco eroismo ma parecchio avventurosi.
Lo incontrai a casa mia e ci confrontammo. Era sciolto e creativo, narrava e riviveva le proprie disgrazie aggiungendo o dimenticandosi particolari. Questo è tipico farlo. Oltre ad esssere indolente è un bugiardo cronico, capace di credere alle proprie parole. Decidemmo di vederci ogni giorno per tirarne fuori una rappresentazione.
Pulcinella è scatologico, spesso. Ad ogni modo lo dissimula piuttosto bene. A volte era poco propenso al lavoro, una indolenza atavica. Altre volte si lasciava guidare da certe immagini che gli venivano in testa. Con un po`di nervosismo si presentò al pubblico per qualche ora, in serate diverse. Fu ricevuto bene nonostante i posti dove appariva erano piccoli e poco conosciuti.
Per un periodo sparí io. Per lavoro. Fu un periodo buio e mostruoso, stancante e divertente allo stesso tempo. Pulcinella non lo andai a trovare, fu colpa mia. Ad ogni modo so che ogni tanto lui mi spiava. Intravedi dei cambiamenti sul suo volto. Di fatto un giorno mi apparve di vederlo passare dentro un negozio di maschere. Lo seguí ma no l'ho vidi uscire. Finito questo periodo me lo ritrovai in casa. Avevo appena traslocato e lui sembrava essere al corrente di tutto. S'installò a casa mia, vivendo in uno spazio parallelo non del tutto identico al mio. I nostri stili di vita non si assomigliano ma a volte coincidiamo. Abbiamo fatto comunella da poco proprio in occasione della vecchia rappresentazione.
La sera a volte ci ritroviamo a scrivere. A dire il vero io scrivo e lui mi fa compagnia gironzolando come un'anima in pena, fin troppo indaffarato a starsere tranquillo. Pulcinella non è tranquillo, per la storia della moglie che non lo lascia in pace. Poi si sfoga. Lo capisco e penso che mantenga quelle caratteristiche polemiche che a volte mi fanno riflettere sulla società. Per esempio afferma che nel mondo ci sono troppi prepotenti ma non sa dire nemmeno un nome diverso dal suo minuscolo cerchio di persone. A volte svaligia il frigorifero. Altre sale e scende le scale per niente. Da poco ho pure scoperto una sua ampia vocalità. L'intuizione che ce l'avesse era presente fin dall'inizio. Ora canta, a modo suo e a volte spacca i timpani. Che rompi palle!
Ma è un gran personaggio!
17/3/12
TEATRO EN TERRAZAS
El "teatro en terrazas" es una posible forma de entretenimiento puntual de verano de tarde o de noche. "Tengo hambre" puede ser el espectáculo de pequeño formado para un grupo de personas distendidas. Un actor es suficiente como para divertir el publico. El monologo en mascara es cómico y satírico y una duración exacta. Crea ambientes ideales y con un toque de ficción, fundiendose realisticamente con el panorama.Un personaje famoso en la Commedia dell'Arte, Pulcinella, cuenta y revive sus cómicas des-aventuras.
"Tengo hambre" sirve un publico que ha comido, come, o que comerá, o que más simplemente toma algo. Se mueve y habla de la comida que él no puede comer, y que sí, quiere comer.
Pulcinella llega al refugium peccatores juntos a su publico donde comparte tristezas victoriosas, felicidades pringadas... y un sueño: comer queso. Poesía y acción envuelven los participantes que a menudo vienen llamados a responder a una duda: seguir o cambiar?...tolerancia...dictat!
Web site:
http://www.wix.com/danieleridolf0/pulcinella
descarga el "dossier":
http://issuu.com/danieleridolfi/docs/dossier_tengo_hambre__web_?mode=window&backgroundColor=%23222222
16/3/12
8/3/12
7/3/12
23 MARZO 2012 "TENGO HAMBRE" monologo comico vuelve ...en Sant Boi
Atención! Batallión!
(así empiezan los anuncios chillados en la calle)
VIERNES 23 DE MARZO
a las 22:00 horas
todo el mundo
necesitado de comicidad
con ganas de reir y
de pasar 70 minutos de sano diviertimento
está
INVITADO
al espectaculo
TENGO HAMBRE
Monólogo cómico de Commedia dell'Arte
interpretado por el ecléctico Pulcinella
DANIELE RIDOLFI
en el
Teatro Cal Ninyo c/major 43 Sant Boi de LLobregat
(desde Barcelona con ferrocarriles de la generalitat de catalunya)
(desde Barcelona con ferrocarriles de la generalitat de catalunya)
TENGO HAMBRE
http://www.wix.com/
FICHA ARTÍSTICA
Textos: Roberto Costantini
Dirección: Camille Payet
Intérprete: Daniele Ridolfi
Vestuario: Dalida Ferracci
Diseño Luces: Jaime Maffei
Cartelera: Juanjo Olivas
Fotografias: Matteo Manfredi
SINÓPSIS
La libertad es un pedazo de queso.
Pulcinella es un imigrante italiano.
Como esposo y padre, no es lo ideal.
Nuestro anti-héroe se enfrenta a un problema: comer o no comer?
"Tengo Hambre" es la historia de un sueño y mil calamidades.
Un monólogo CÓMICO que utiliza el lenguaje de la commedia dell'arte para llegar directamente al corazón y al estómago del público a través de la risa!
LA POETICA Y EL MENSAJE
Es en los momentos más oscuros que encontramos la fuerza de vivir y volvemos a ver la luz.
Nos preocupamos por nuestro destino pero olvidamos que si nos aceptarnos en el presente podemos cambiar el mundo en cada
momento. La pobreza, la privación y el hambre nos enseñan que la felicidad esta
en pequeñas satisfacciones. La tradición de la máscara se re-inventa para crear la catársis de las risas, vieja como el mundo, que nos liberan.
CONTACTO Y WEB
danieleridolfi@gmail.com
Móvil: +34 618482649
Webs: www.danieleridolfi.com
http://www.wix.com/
Videos: TRAILER (2 MINUTOS) http://youtu.be/
ENSALADA DE ESCENAS (10 minutos) http://youtu.be/
TRAILER
de Roberto Costantini
Ensalada de escenas
1/3/12
22/2/12
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